11 Novembre 2008

Enogastronomic holidays in Italy: boom of Italian and foreign

Archiviato in: English, Gastronomy holidays

Wine lovers in Italy are more than six million, of which more than one million people make an excursion to winecellars.

This is the statistic published by a recent research conducted by the Salone del Vino. Estimates that roughly coincide with those made by the City is Vino is the Movimento Turismo del Vino. The wine becomes the means through which attract the interest of travelers and the media, making it visible and visited the territory.
Compared to the past, when wine and food products had the task “incidental” to build the identity of a place, now assume the role of main attraction and is on the basis of which they are moving new tourists, attracted only incidentally by the landscape, from art, history.

In the last years, needs to be met in time have became a serious change, measurable through more speed growth of “alternative tourism” (green tourism, wellness tourism, tourism taste) and to the emergence of new trend.
More generally, we are witnessing today the emergence of new forms of tourism based on the will of “appropriation” of essence of a place and the communities who live with their customs, its traditions and its habits.
The Enogastronomic holiday, through the pathways, visits to wine cellars, wine tastings and products, stopping at inns and taverns typically allows the tourist to know the cultural and social traditions of a people to live and her own.

There are two different types of food and wine tourism. The spring wine tourism looks like  hiking, that is held from sunrise to sunset, especially for Italians.

The autumnal wine tourism is part of a longer holiday as well as our fellow countrymen is often a package tour that involves, in addition to living in hotels, the good food and good wine, shopping for local products and participation in enogastronomic events, the discovery of the territory from the cultural and landscape point of view.
This second type of visitor is attracted by art, nature, wine and cuisine; spends more in buying bottles (especially foreigners) but also buy significant quantities of food premises, for which allocates its money, in order, accommodation, wine, meals, and finally to other purchases or services.
The visitors of wine cellars has now passed the first stage of the experience, even if his knowledge is limited, in most cases, the Italian territory.

The trial on wineries of foreigners is better than that of fellow.

As for foreign tourists, according to a recent survey conducted by international food and wine tourism conducted on some European countries, notably Austria, Belgium, France, Germany, Netherlands, United Kingdom and Switzerland, offer food and wine of our country is decisive in the choices of vacation of these markets.

If the Austrians and Belgians enogastronomic holiday is central in the choice of holiday destination, for the French the gastronomic motivation is a complementary factor: only 37% of them were influenced in their choice of travel by Italian cuisine, but very few have been determinant: 98% of respondents believes is the enogastronomic motivation not sufficient to determine the decision to travel to Italy.
For German tourists typical Italian dishes, Italian wines, wine-food routes between wine cellars, inns and tasting red wines, white wines and rosé wines, is one of the factors influencing the choice of a holiday in our country, but not a decisive factor.

10 Novembre 2008

Vacanze enogastronomiche in Italia: boom di italiani e stranieri

Archiviato in: Vacanze enogastronomiche

Gli appassionati di vino in Italia sono oltre sei milioni, di cui più di un milione fa escursionismo per cantine. Questo è il dato pubblicato da una recente ricerca condotta dall’Osservatorio del Salone del Vino. Stime che coincidono grosso modo con quelle fatte sia dalle Città del Vino sia dal Movimento Turismo del Vino. Il vino diventa il mezzo attraverso cui attirare l’interesse dei viaggiatori e dei media, rendendo visibile e visitabile il territorio.
Rispetto al passato, quando i prodotti enogastronomici avevano il compito “accessorio” di costruire l’identità di un luogo, adesso assumono il ruolo di principale attrazione ed è in funzione di essi che si muovono nuovi turisti, attirati solo in via accessoria dal paesaggio, dall’arte, dalla storia.

Negli ultimi anni i bisogni da soddisfare nel tempo libero hanno subito un profondo mutamento, misurabile attraverso le maggiori velocità di crescita dei “turismi alternativi” (turismo verde, turismo del benessere, turismo del gusto) ed all’emergere di nuovi trend.
Più in generale, si assiste oggi all’emergere di nuove forme di turismo basate sulla volontà di “appropriazione” dell’essenza di un luogo e della comunità che vi abita, con i suoi costumi, le sue tradizioni e le sue abitudini.
La vacanza enogastronomica, attraverso percorsi enogastronomici, visite alle cantine, degustazioni di vino e di prodotti tipici, soste alle locande e alle osterie tipiche, permette al turista di conoscere le tradizioni culturali e sociali di un popolo, di viverle e farle proprie.

Esistono due tipi diversi di turismo enogastronomico. L’enoturismo primaverile assomiglia all’escursionismo, si svolge cioè dall’alba al tramonto, specialmente per gli italiani. L’enoturismo autunnale è invece parte di una vacanza più prolungata che per i nostri connazionali è spesso un viaggio organizzato che coinvolge, oltre al soggiorno in hotel, alla buona tavola e al buon vino, allo shopping di prodotti tipici e alla partecipazione ad eventi enogastronomici, la scoperta del territorio dal punto di vista culturale e paesaggistico.
Questo secondo tipo di visitatore è attratto dal complesso di offerta costituito da arte, natura, vino e cucina; spende di più nell’acquisto di bottiglie (specialmente lo straniero) ma compra anche consistenti quantità di prodotti alimentari locali per cui destina il suo denaro, nell’ordine, al pernottamento, al vino, ai pasti, ed infine agli altri acquisti o servizi.
Il pubblico delle cantine ha superato ormai la fase della prima esperienza, anche se la sua conoscenza si limita, nella maggior parte dei casi, al territorio italiano. Il giudizio sulle cantine degli stranieri è migliore rispetto a quello dei connazionali.

Per quanto riguarda il turista straniero, secondo una recente indagine condotta dall’osservatorio internazionale sul turismo enogastronomico condotta su alcuni Paesi europei, nello specifico Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Svizzera, l’offerta enogastronomica del nostro paese è determinante nelle scelte di vacanza di questi mercati.

Se per Austriaci e Belgi la vacanza enogastronomica è fondamentale nella scelta della destinazione di vacanza, per i Francesi la motivazione enogastronomica rappresenta un fattore complementare: solo il 37% di essi è stato influenzato nella scelta di viaggio dalla cucina italiana, ma per pochissimi è stata determinante: il 98% degli intervistati giudica infatti la motivazione enogastronomica non sufficiente a determinare da sola la decisione di un viaggio in Italia.
Per i turisti tedeschi i piatti tipici italiani, i vini italiani, i percorsi enogastronomici tra cantine, locande e degustazioni di vini rossi, vini bianchi e vini rosati, rappresentano uno dei fattori che influenzano la scelta di una vacanza nel nostro Paese, ma non un elemento determinante.

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