Vacanze enogastronomiche in Italia: boom di italiani e stranieri
Gli appassionati di vino in Italia sono oltre sei milioni, di cui più di un milione fa escursionismo per cantine. Questo è il dato pubblicato da una recente ricerca condotta dall’Osservatorio del Salone del Vino. Stime che coincidono grosso modo con quelle fatte sia dalle Città del Vino sia dal Movimento Turismo del Vino. Il vino diventa il mezzo attraverso cui attirare l’interesse dei viaggiatori e dei media, rendendo visibile e visitabile il territorio.
Rispetto al passato, quando i prodotti enogastronomici avevano il compito “accessorio” di costruire l’identità di un luogo, adesso assumono il ruolo di principale attrazione ed è in funzione di essi che si muovono nuovi turisti, attirati solo in via accessoria dal paesaggio, dall’arte, dalla storia.
Negli ultimi anni i bisogni da soddisfare nel tempo libero hanno subito un profondo mutamento, misurabile attraverso le maggiori velocità di crescita dei “turismi alternativi” (turismo verde, turismo del benessere, turismo del gusto) ed all’emergere di nuovi trend.
Più in generale, si assiste oggi all’emergere di nuove forme di turismo basate sulla volontà di “appropriazione” dell’essenza di un luogo e della comunità che vi abita, con i suoi costumi, le sue tradizioni e le sue abitudini.
La vacanza enogastronomica, attraverso percorsi enogastronomici, visite alle cantine, degustazioni di vino e di prodotti tipici, soste alle locande e alle osterie tipiche, permette al turista di conoscere le tradizioni culturali e sociali di un popolo, di viverle e farle proprie.
Esistono due tipi diversi di turismo enogastronomico. L’enoturismo primaverile assomiglia all’escursionismo, si svolge cioè dall’alba al tramonto, specialmente per gli italiani. L’enoturismo autunnale è invece parte di una vacanza più prolungata che per i nostri connazionali è spesso un viaggio organizzato che coinvolge, oltre al soggiorno in hotel, alla buona tavola e al buon vino, allo shopping di prodotti tipici e alla partecipazione ad eventi enogastronomici, la scoperta del territorio dal punto di vista culturale e paesaggistico.
Questo secondo tipo di visitatore è attratto dal complesso di offerta costituito da arte, natura, vino e cucina; spende di più nell’acquisto di bottiglie (specialmente lo straniero) ma compra anche consistenti quantità di prodotti alimentari locali per cui destina il suo denaro, nell’ordine, al pernottamento, al vino, ai pasti, ed infine agli altri acquisti o servizi.
Il pubblico delle cantine ha superato ormai la fase della prima esperienza, anche se la sua conoscenza si limita, nella maggior parte dei casi, al territorio italiano. Il giudizio sulle cantine degli stranieri è migliore rispetto a quello dei connazionali.
Per quanto riguarda il turista straniero, secondo una recente indagine condotta dall’osservatorio internazionale sul turismo enogastronomico condotta su alcuni Paesi europei, nello specifico Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Svizzera, l’offerta enogastronomica del nostro paese è determinante nelle scelte di vacanza di questi mercati.
Se per Austriaci e Belgi la vacanza enogastronomica è fondamentale nella scelta della destinazione di vacanza, per i Francesi la motivazione enogastronomica rappresenta un fattore complementare: solo il 37% di essi è stato influenzato nella scelta di viaggio dalla cucina italiana, ma per pochissimi è stata determinante: il 98% degli intervistati giudica infatti la motivazione enogastronomica non sufficiente a determinare da sola la decisione di un viaggio in Italia.
Per i turisti tedeschi i piatti tipici italiani, i vini italiani, i percorsi enogastronomici tra cantine, locande e degustazioni di vini rossi, vini bianchi e vini rosati, rappresentano uno dei fattori che influenzano la scelta di una vacanza nel nostro Paese, ma non un elemento determinante.
